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CANNALONGA SETTENNALE DELLA FESTA DI SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO

 

6 Agosto 1977 . Nel tardo pomeriggio arrivai per la prima volta a Cannalonga con alcuni parenti. Scesa dalla macchina mi guardai intorno. Ero in una piazza su cui si affacciavano il Municipio, il Palazzo Ducale e la Chiesa Parrocchiale. Un orologio ogni quindici minuti scandiva l’ora. Il sole, ancora alto nel cielo, lasciava in ombra alcuni angoli dove erano seduti gruppi di anziani che discorrevano fra loro. Un giovane, con un borsello in mano, si avvicinava ai presenti e riceveva da essi un’offerta in danaro. Donne con bambini per mano, diversi ragazzi e ragazze, attraversavano la piazza dirigendosi verso la Chiesa. Seppi poi che quel giorno iniziava la novena alla Madonna dell’Assunta, titolare della Parrocchia. Quell’anno ricorreva il settennale. La comunità tutta, molto devota alla Madonna, si apprestava a vivere i solenni festeggiamenti. Non avrei mai pensato che quella scena sarebbe rimasta per sempre nel mio cuore e che quel posto sarebbe diventato parte integrante della mia vita.

6 Agosto 2019. Anche quest’anno ricorre il settennale della Madonna Assunta in Cielo. Per il nostro Paese, dal 6 al 16 Agosto, tutta Cannalonga vive giorni molto particolari ed intensi. Tutti ci sentiamo impegnati alla collaborazione alla buona riuscita della festa e siamo pronti ad accogliere cordialmente coloro che arrivano, per l’occasione, da altre parti d’Italia o dall’estero.

La festa dell’Assunta è soprattutto un motivo di riflessione per tutti noi sul dogma proclamato da papa Pio XII nel 1950, sul mistero divino, un mistero non scrutabile con i soli occhi della ragione, ma non contrario ad essa perché “nulla è impossibile a Dio”. In Maria, Assunta in Cielo, noi cristiani contempliamo colei che, per singolare privilegio, è resa partecipe con l’anima e con il corpo della definitiva vittoria di Cristo sulla morte. Con il “Sì” che ha pronunciato al Padre Ella costituisce esempio per tutti noi. Segno luminoso di speranza, Maria anticipa il nostro destino finale e perciò, pur tra le mille difficoltà della vita, non dobbiamo mai perdere la serenità e la pace ed essere certi che, dall’alto, la sua mano materna segue i nostri passi e ci rassicura nel nostro quotidiano.

Tutte le sere, dal 6 al 13 Agosto alle ore 19 ci siamo riuniti in Chiesa per la recita del S. Rosario, per la Novena con i canti della nostra tradizione e l’istruzione mariana tenuta dai giovani della Pro Loco sulle parabole. Motivo di riflessione nelle sere della Novena sono stati i sacramenti, segno sensibile ed efficace della grazia, istituiti da Cristo. La prima giornata è stata dedicata al rinnovo delle promesse battesimali e benedizione dei bambini che hanno ricevuto il battesimo negli ultimi 3 anni. La seconda giornata ai bambini che si preparano a ricevere la Prima Comunione nel 2020. La terza ai bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione negli ultimi 3 anni. La quarta ai ragazzi che hanno ricevuto la Cresima lo scorso 16 Luglio. Nella quinta giornata abbiamo pregato per gli ammalati e nella sesta per la nostra comunità. La settima giornata è stata dedicata alla preghiera per le famiglie, in particolare per gli sposi che hanno contratto matrimonio negli ultimi 5 anni. L’ottava alle confessioni. Mercoledì 14, vigilia della festa, con il S. Rosario, abbiamo cantato i Vespri ed è stata celebrata la Santa Messa. La serata, dedicata agli emigrati, ha visto la proiezione del film “Il Maestro + Margherita”, a cura della Pro Loco e un intrattenimento musicale con “Pako e Terry”, a cura del Comitato festa.

Giovedì 15, solennità della Beata Vergine Assunta in Cielo, alle ore 8 celebrazione della S. Messa e arrivo del Gran Concerto Bandistico “Città di Ailano” (Ce), che girando per le vie del Paese, ha salutato la cittadinanza con un programma musicale completato in piazza.

Alle ore 11 solenne celebrazione della S. Messa. All’inizio della liturgia è stato rivolto un saluto nelle varie lingue ai nostri amici e parenti che vivono in paesi esteri e che hanno potuto seguire in diretta su facebook il rito religioso. Accompagnata dai canti della Corale di Cannalonga, la funzione religiosa, officiata da Don Luigi, è stata seguita con particolare raccoglimento dai tanti fedeli presenti in Chiesa. Nell’omelia, Don Luigi ha sottolineato che in questa solennità la chiesa celebra l’assunzione e la glorificazione della Vergine Maria, Regina degli angeli e dei santi, Mediatrice di grazia e di misericordia la cui voce ci guida fino all’incontro finale, che ci porterà dalla terra al cielo, dal tempo all’eternità.

Alle ore 19 in piazza si è svolta la cerimonia di onoranza ai Caduti e Dispersi in guerra alla presenza del Sindaco e di altre autorità civili. Le note dell’inno nazionale di Mameli ed il silenzio suonato da una tromba solista hanno suscitato grande commozione. A seguire la solenne processione che ha accompagnato la statua della Vergine Assunta, preceduta da tutti i Santi della nostra Chiesa lungo le strade del Paese. Canti e preghiere, nel rispetto delle antiche tradizioni, in una atmosfera di silenzioso raccoglimento, hanno evidenziato la profonda devozione alla Madonna da parte della comunità .

I fuochi pirotecnici e uno scelto repertorio di musica lirico - sinfonica eseguito dal Gran Concerto Bandistico “Città di Ailano”diretto dal Maestro Nicola Hansalik Samale hanno concluso la serata.

Venerdì 16 alle ore 22,00 in piazza lo spettacolo di musica leggera con “Mietta”. Davanti a un pubblico numeroso e festante, sul palco con il suo gruppo la cantante ha presentato lo spettacolo musicale travolgendo con la sua vitalità ed energia. Gli applausi, le foto ricordo con l’artista, in una notte rischiarata da una luna splendente, hanno fatto calare il sipario su questi giorni di festa per il nostro Paese.

L’appuntamento è con tutti al 2026!.                                                    
                                                                                                                                Lucia GARIFALOS

 

  

Cannalonga sul palco…………… Si apre il sipario!

A distanza di soli quattro giorni Cannalonga ha vissuto due momenti speciali, da ricordare, momenti che hanno visto protagonisti bambini, giovani e meno giovani della nostra comunità:

  • 27 maggio 2019 – Teatro “La Provvidenza” Vallo della Lucania – La speranza vincerà.

  • 31 maggio 2019 – Cannalonga – Oratorio S. Toribio – Chiusura Anno Scolastico Scuola dell’Infanzia.

Musical “ La Speranza vincerà”

Lunedì 27 Maggio 2019, alle ore 20,30 presso il Teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania la compagnia amatoriale “Teatrando” ha debuttato con il musical “La Speranza vincerà”, adattamento del testo di don Tonino Cetrangolo parroco di Scario e vicario episcopale per l’annuncio nella diocesi di Teggiano - Policastro.

Il musical ha il fine di annunciare la Speranza che il magistero di Papa Francesco ci invita a non lasciarci rubare. E’ la Speranza che può illuminare la nostra vita, è la Speranza un dono che Dio ci fa se usciamo da noi stessi e ci apriamo a Lui.

La storia vede protagoniste tre tipologie di famiglie:

  • la famiglia di Emi e Rudolf con la figlia Maia, che vive nel benessere ed è assorbita da attenzioni a realtà effimere e superficiali;

  • la famiglia di Marco e Gigia con la figlia Francesca, che vive al servizio nella casa Rudolf, convinta che il tempo è superiore allo spazio e che la Speranza darà ragione di tutto;

  • la famiglia di Cecco, dipendente dell’azienda Rudolf, costretto a licenziarsi dopo un infortunio causato dalla mancanza di norme di sicurezza nell’azienda.

Attorno ai protagonisti principali la presenza sulla scena del simpatico segretario di Rudolf e di Zeno, l’estroso parrucchiere alle cui cure viene affidato Cucci, il cagnolino della famiglia Rudolf.

Incursioni di brani musicali dell’autore stesso, immagini in scorrimento, servizi giornalistici di edizioni del telegiornale fanno da sfondo alla vicenda del musical che vuole essere soprattutto un’occasione di riflessione e di presa di coscienza su temi attuali quali: degrado e inquinamento ambientale; problema degli emigranti e dei rifugiati; povertà; inclusione sociale.

In tempi di grandi interrogativi sul futuro del mondo, come credenti, è urgente fare nostra la visione alta della Speranza, la Speranza che non delude, che affonda le sue radici nell’amore e nella misericordia, che firma gli eventi lieti della storia delle tre famiglie nell’ora del riscatto e che , come segno concreto di fede, è presenza salvifica di Cristo nella vita di ogni uomo.

Il musical ha visto impegnato il gruppo amatoriale dell’oratorio “San Toribio” di Cannalonga alla presenza di un pubblico numeroso e attento. Alla fine della rappresentazione consenso unanime degli spettatori e applausi a scena aperta. Per l’autore, il cast al completo, la regia, il cagnolino Cucci, tutti presenti sul palcoscenico, grande soddisfazione finale.

Il gruppo Teatrando è formato da 13 componenti, adulti e giovani della comunità cannalonghese, uniti dall’amore per il teatro, per l’arte; convinti di fare per aver voglia di fare; di contribuire ad arricchire e a qualificare il programma delle attività culturali e sociali dell’oratorio; di far vivere il teatro come laboratorio, luogo di incontro e di confronto; di sensibilizzare, soprattutto i giovani, su tematiche di attualità offrendo loro un’opportunità formativa; di garantire la continuità delle tradizioni del nostro territorio.

Fare teatro amatoriale significa stare insieme; sera dopo sera sacrificare parte del proprio tempo libero dopo il lavoro, gli studi, gli impegni familiari; condividere momenti di ansia, di divertimento, di gioia; superare difficoltà di organizzazione e di memorizzazione.

E’ un teatro ricco di passione ed espressione di vera libertà. Costanza, perseveranza nel riuscire al meglio e nella cura dei dettagli caratterizzano l’impegno del gruppo. Niente è lasciato al caso. Ci si improvvisa attori, regista, coreografi, scenografi, costumisti, suggeritori. Lo spirito di gruppo, l’acquisire sicurezza e fiducia in se stessi e nei compagni, la convinzione che l’aggettivo amatoriale non rende piena giustizia alla passione e all’impegno profuso, sostengono il gruppo Teatrando spingendolo ad andare avanti e a ripetere l’ esperienza vissuta e appena conclusa.

Tutti i componenti della compagnia Teatrando sperano di ricevere nuove adesioni da parte di coloro che, amanti del teatro, desiderano condividere questi momenti di gioia e di aggregazione.

Chiusura anno scolastico suola dell’Infanzia

Venerdì 31 Maggio alle ore 15,30 presso la sede dell’Oratorio San Toribio si è tenuta la recita di fine anno scolastico dei bambini della Scuola dell’Infanzia di Cannalonga.

I” baby attori” hanno presentato “Giochiamo con il corpo”, una drammatizzazione che ha visto protagonisti in un primo momento tutti i bambini dei tre anni della Scuola dell’Infanzia, con canzoncine e movimenti ritmici.

In un secondo momento i più “piccoli” e i “medi” hanno lasciato spazio alla recitazione dei “grandi”, al saluto dei bambini che l’anno prossimo frequenteranno la Scuola Primaria.

Tutti sono stati bravissimi, disinvolti e spontanei. Hanno dimostrato di avere imparato a fare gruppo, a sapersi organizzare e a superare eventuali timidezze.

Alla presenza di genitori, nonni, parenti, particolare emozione ha suscitato il saluto dei più grandi alle tre maestre che a loro volta hanno poi consegnato ad ogni bambino il diplomino finale e fatta la foto ricordo.

In conclusione la rappresentante dei genitori ha rivolto un sentito ringraziamento alle maestre e ai collaboratori scolastici.

Un momento di condivisione e spensieratezza si è rivelato il buffet allestito nel salone della scuola.

Maestre, collaboratori scolastici, bambini e famiglie hanno concluso in “dolcezza” un percorso di crescita, di lavoro e di vita trascorso insieme.

                                                                   Lucia Garifalos



                                         5 marzo 2019 – Carnevale a Cannalonga.

Una delle foto che fa parte dei ricordi più belli della mia infanzia è quella che mi ritrae con i miei genitori, il mio fratellino e i miei cuginetti greci nella villa comunale di Napoli il giorno di Carnevale, un Carnevale di tanti anni fa. Avevo l’età che oggi ha la mia nipotina ed indossavo, felice , la maschera di Pierrot. Una lunga tunica bianca , un po’ larga, chiusa davanti con due bottoni neri, con un ampio colletto a fisarmonica e in testa un cappello nero. Il vestito era stato cucito per me dalla mia nonna paterna. Sul mio viso mia madre aveva disegnato una lacrima nera segno della malinconia della maschera. Quanti ricordi!. Quanti ricordi affiorano nella mia mente in questo giorno di festa, la festa più allegra dell’anno. Il Carnevale ha origini antiche e da molti è collegata ai riti pagani della fecondità della terra, che doveva svegliarsi dopo il sonno invernale. Il termine deriva da una locuzione latina “carnem levare” letteralmente “privarsi della carne”, riferimento all’ultimo banchetto prima di entrare nel periodo della Quaresima cristiana, periodo di digiuno ed astinenza in cui veniva eliminata la carne, considerata uno dei cibi più ricchi, quasi un bene prezioso. Questa ricorrenza è da sempre legata, attraverso burle e scherzi, a momenti felici e spensierati in cui si organizzano feste in maschera, sfilate di carri allegorici con lancio di coriandoli e tanti travestimenti. E’ possibile assumere l’identità desiderata: un supereroe, un personaggio del passato, o addirittura un oggetto. I costumi indossati ricordano i personaggi dei cartoni animati, del mondo politico e dello settacolo. Le maschere tradizionali e storiche non passano mai di moda e, di generazione in generazione, vengono scelte da milioni di bambini. Il Carnevale è una festa che unisce, che fa divertire e che riesce a far dimenticare, anche solo per qualche ora, le preoccupazioni quotidiane. Quest’anno a Cannalonga il Carnevale è stato festeggiato, domenica 3 marzo 2019, con una sfilata di carri che, percorrendo alcune vie del paese, si sono radunati in piazza del Popolo dove erano già un corso giochi vari per i più piccoli, presentati dal gruppo di animazione “Raggio di Sole”. I nostri ragazzi più grandi si sono impegnati nella realizzazione di carri dimostrando fantasia, originalità, creatività e tanto talento su cui vengono stimolati continuamente dal nostro caro Don Luigi. La coppa vincente è andata al carro dei “Queen”, a seguire , con un margine di pochissimi punti , gli altri: “Ape Social”, “The Simpson”e “Tiki Bar”. Un grazie va ai giovani della Pro Loco dei Laghi per la riuscita della manifestazione e soprattutto per aver voluto riproporre nel nostro paese la sfilata del carri, interrotta diversi anni fa. Martedì 5 marzo, invece, dalle ore 16,00, presso il nostro Oratorio parrocchiale, i bambini , accompagnati dai genitori e da alcuni nonni, hanno trascorso un piacevole pomeriggio insieme. La sala è stata tutta addobbata con mascherine, stelle filanti ed altri lavoretti realizzati proprio dai piccoli della nostra comunità durante le ore di laboratorio svolte nell’Oratorio stesso, Tanta musica, danze e l’occasione per gustare i dolci tipici del Carnevale: chiacchiere, frittelle e tante altre golosità, sistemate su una tavolata allegra e colorata, lungo una intera parete della sala. Il divertimento non è mancato, i coriandoli lanciati dai bambini si sono sparsi in ogni dove. Molto apprezzato dagli adulti è stato il trenino che i piccoli, in maschera, hanno formato. Biancaneve, Coccinella, Vampiro, Principi e Principesse, Pirati, Coniglietto, Vigili urbani, Spagnola, Astronauta, Pippi calze lunghe, Minnie, Arlecchino, Zorro, Spiderman, Gatto boy, Masha, Ninja, Cowboy, Supergirl, Lol, Unicorno, Peter Pan, uno dietro l’altro, hanno fatto più volte il giro della sala, regalando sorrisi a tutti i presenti. Un grazie di cuore a tutti i partecipanti e a coloro che hanno contribuito allo svolgimento della serata, alla festa riuscita e ben organizzata che, con un tripudio di sapori e colori, ha coinvolto l’intera comunità. Noi tutti ci auguriamo che questa iniziativa possa avere un prosieguo negli anni che verranno.

                                                                                                    Lucia Garifalos -

 

FESTA FORANIALE DEI NONNI MASSA

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LABORATORIO ARTIGIANALE

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A partire dallo scorso mese di novembre tutti i martedì si è tenuto, presso l’oratorio, il laboratorio artigianale.
Ha partecipato attivamente un gruppo di circa 15 persone che abbraccia varie fasce di età, dai bambini in età prescolare alle nonne.
All’interno del laboratorio si realizzano lavori ad uncinetto, ricamo, decoupage. Inoltre si preparano insieme ai bambini dei lavori creativi con materiale di riciclo.
La maggior parte dei lavori realizzati saranno esposti al mercatino di Santa Lucia e destinati alla vendita di beneficenza.
Nei pomeriggi dedicati alle attività del laboratorio si sono tenuti anche dei momenti ricreativi per bambini e ragazzi con la preparazione di dolci e popcorn.
Con il sopraggiungere della stagione primaverile ci siamo dedicati anche al giardinaggio realizzando delle aiuole negli spazi esterni dell’oratorio.
Il gruppo è intenzionato, dopo una pausa estiva, a riprendere le attività. Noi organizzatrici siamo molto soddisfatte del clima che si è instaurato e ringraziamo tutti i partecipanti.
Paola Cortazzo e Anella Valletta


Domenica delle Palme 25/03/2018




















Festa in onore del nostro Santo patrono San Toribio 23/03/2018

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                                                   Corso di alfabetizzazione emotiva.
Il 6 Marzo 2018 è iniziato il corso di Alfabetizzazione emotiva con il dott. Angelo Rizzo psicologo clinico, volontario presso ASL Salerno U.O. Ser.D.
Gli incontri sono rivolti ai bambini di quarta e quinta elementare, che frequentano gli oratori di Cannalonga e di Massa, ai genitori, agli adulti che operano all’interno degli Oratori di Cannalonga e di Massa e a coloro che sono semplicemente incuriositi dall’argomento o che sono consapevoli dell’importanza e dell’interesse delle tematiche che verranno presentate e trattate.
L’alfabetizzazione emotiva è un processo di educazione alle emozioni utile non solamente ai bambini ma anche agli insegnanti, ai genitori e all’intera comunità educativa.
Consiste nell’insegnare cosa sono le emozioni, a cosa servono e come si esprimono, a capire se stessi e gli altri a livello emotivo.
L’alfabetizzazione emotiva si pone come una opportunità per affrontare i comportamenti di disturbo, l’aggressività o i conflitti nelle relazioni interpersonali. L’assenza delle competenze emotive è, infatti, spesso legata a questi problemi e può sfociare nelle dipendenze (alcool, fumo, droghe, ecc.).
Il corso si pone come una sfida e, come tale, come una opportunità per chi sceglie di seguirlo.
Per ognuno di noi non è importante solo prestare attenzione a tutto ciò che proviamo e come dobbiamo sperimentarlo ma anche a come riusciamo ad esprimerlo. Il modo in cui riusciamo a gestire le emozioni e le informazioni che le emozioni ci trasmettono, influisce sul nostro benessere psicologico.
Si può raggiungere un benessere emotivo utilizzando la nostra capacità di pensare in modo razionale e costruttivo.
Il percorso didattico del dott. Angelo Rizzo ha il fine di potenziare quell’aspetto dell’intelligenza emotiva che è in grado di favorire reazioni equilibrate e funzionali. E’ un percorso che facilita la conoscenza di se stessi ed, in ultima analisi, le relazioni con gli altri.
Gli incontri programmati settimanalmente, della durata di una ora, sono nove destinati ai bambini e nove destinati agli adulti.
Per gli adulti, gli incontri sono tenuti, alternativamente, presso gli oratori di Cannalonga e di Massa.
Per i bambini gli incontri si terranno presso i rispettivi oratori.
Gli obiettivi del corso, stabiliti per gli adulti dal dott. Rizzo, sono:
  • Informare sulle caratteristiche generali del metodo ABC;
  • Modificare atteggiamenti e comportamenti inefficaci sostituendoli con altri più efficaci;
  • Sviluppare abilità trasversali, come abilità comunicative, sociali e di gestione delle emozioni. 
Per i bambini, gli obiettivi sono:
  • Favorire l’accettazione di se stessi e degli altri;
  • Aumentare la tolleranza alla frustrazione;
  • Saper esprimere in modo costruttivo i propri stati d’animo;
  • Saper individuare i propri modi di pensare abituali;
  • Comprendere il rapporto tra pensieri ed emozioni;
  • Incrementare la frequenza e l’intensità di stati emotivi piacevoli;
  • Favorire l’acquisizione di abilità di autoregolazione del proprio comportamento.
                                                                                                                    Lucia Garifalos

20 Gennaio 2018 - Giornata della memoria.” Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”
 
L’evento, coordinato dai componenti la commissione Teatro dell’Oratorio,  ha registrato  la partecipazione sentita e commossa di tanti giovani e di adulti della nostra comunità e di ospiti provenienti da paesi vicini. L’evento è stato introdotto da Clelia Onorati. E’ stato trattato il tema della Shoah, del genocidio, in occasione  della giornata della memoria  che viene celebrata  il 27 gennaio di ogni anno, data in cui le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Interrogarsi sul perché della Shoah e della discriminazione dell’uomo contro altri uomini è stato lo scopo dell’evento. A 80 anni dalle leggi razziali tutti siamo stati invitati ad una profonda riflessione per ricordare e soprattutto capire, per evitare che una tragedia come quella dell’olocausto, una pagina della storia del nostro passato non troppo lontano, una macchia indelebile come l’ha definita il presidente Mattarella, si ripeta. La tragedia della Shoah ha toccato il cuore di moltissimi scrittori e poeti, molti dei  quali vissero da internati nei campi di concentramento. Sono quindi tantissimi i testi e le poesie dedicati allo sterminio di milioni di ebrei, di zingari, omosessuali e deportati politici. Nel corso della serata ci sono state varie riflessioni sull’argomento. Rosaria Laurito ha letto alcune pagine del diario di Anna Frank, con interpretazione della biografia di Anna Frank; sono state lette pagine del libro del nostro parroco prof.  Luigi Rossi “Una scelta per l’onore e la patria: Cefalonia tra storia e memorie.” Il libro riporta i ricordi del padre dell’autore, superstite della tragedia di Cefalonia, ulteriore testimonianza  sugli orrori della guerra. Daniele Sottolano ha letto la poesia “Fiore appassito” scritta dallo stesso Daniele; Marta Cortazzo la poesia “La farfalla” di Pavel Friedman; Melina Di Nardo la poesia “C’è un paio di scarpette rosse” di Joyce Lussu; Manuela Aloia la poesia “Da domani” composta da una ragazza trovata in un ghetto nel 1941; Chiara De Vita la poesia” Aprile” di Anna Frank; Dimitri Di Lorenzo la poesia “Filo spinato” di  Peter, bambino ebreo ucciso dai nazisti nel ghetto di Terezin; Francesco Cortazzo la poesia “Auschwitz” di Salvatore Quasimodo;  Fernanda Torrusio la poesia “Shemà” di Primo Levi. C’è stata, inoltre, la testimonianza di Natalia Palumbo, che durante un viaggio di istruzione, ha visitato il campo di  Auschwitz. Le sue parole ci hanno guidato all’interno del campo e, particolarmente commossi, abbiamo avuto la sensazione di essere presenti tra i resti di quell’orrore. Anche la testimonianza indiretta di Mario Filpo sul periodo trascorso dal suocero con i genitori e la sorella da internati nel campo di Fucecchio (Fi), solamente perché cittadini greci in Italia, è stata una ulteriore testimonianza di quei momenti tristi della storia italiana.
I vari interventi sono stati intervallati da brani musicali, dolci e commoventi (“Shalom Aleichem”; “Gam Gam”;  “Ninna nanna ebraica” introdotta da Lucarelli; “Auschwitz” di Guccini; “Beautiful that’s way” e da proiezioni di immagini del film : “La vita è bella” di Benigni e il trailer del film “Un sacchetto di biglie” prossimamente proiettato nelle sale cinematografiche.
La serata si è conclusa con un dibattito moderato da Maria Francesca Filpo con  conclusioni e riflessioni a cura del prof.  Luigi Rossi  che ha risposto a domande  di  alcuni partecipanti all’evento. La giornata della memoria non deve limitarsi soltanto all’indignazione ed alla denuncia morale dei crimini nazisti, sentimenti sicuramente  giusti e naturali nei confronti di avvenimenti gravi e disumani, ma deve servire a ricordare che esistono ancora oggi tante discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene nemmeno  conto. Rimaniamo indifferenti, ci nascondiamo, per comodità o opportunismo, incapaci di alzare abbastanza la voce davanti ad ogni tipo di violenza ed ingiustizia. La manifestazione è stata ripresa dalla Televisione locale “La TV di Gwenda” – Canale n. 668 e trasmessa nelle tre edizioni del telegiornale del 27 gennaio.
                                                                                Lucia Garifalos

















  

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 11 Gennaio 2018 -  Presentazione del libro “Sei mesi all’ombra” di Alessio Mautone.
La serata, moderata da Giuditta Pagnotto,  è stata dedicata alla presentazione del libro “Sei mesi all’ombra”, di Alessio Mautone, un giovane vallese che ha visto la sua esistenza stravolta quando gli fu diagnosticato il cancro. In un lungo viaggio, tra le stanze di un ospedale, circondato dall’affetto delle persone care, ha attraversato il buio della malattia per ritrovare la luce della vita. L’incontro importante con Margherita, una ragazza colpita dallo stesso male, gli ha trasmesso forza e coraggio per lottare per la sua vita e per amare poi ancora di più la vita. Durante la serata due ragazzi della nostra comunità, Daniele Sottolano  e Luana Aloia,  hanno letto alcune pagine del libro. Alla lettura, sono seguiti gli interventi di Nello Sottolano, fraterno amico di Alessio, di don Luigi e dell’autore. Don Luigi e Nello Sottolano con i loro interventi hanno messo in evidenza la capacità del giovane autore di trasmettere al lettore, in forma semplice e scorrevole, la sua vicenda personale e i sentimenti provati durante i mesi della lunga malattia,sentimenti che sono, sicuramente, un prezioso e coinvolgente invito ad una profonda riflessione. Il racconto di Alessio ha commosso ed emozionato tutti i presenti. A tal proposito, Lucia Garifalos, che aveva già incontrato Alessio in occasione della presentazione del libro a Massa, ha colto l’occasione per ringraziare il giovane autore per le emozioni trasmesse e gli ha augurato  di affermarsi nella vita mettendo a frutto i suoi talenti . L’augurio poi perché il libro possa servire a chi ha bisogno di incoraggiamento, di aiuto, a chi deve trovare forza per andare avanti, per non mollare. Lucia ha raccontato di aver vissuto molti anni addietro una esperienza molto simile a quella di Alessio e come lui di aver pensato di mettere su carta gli stati d’animo provati in quel lungo mese dell’estate del 1974, i sentimenti che l’avevano portata a riflettere sul senso della vita e che l’avevano fatta crescere e maturare. Il suo libro però è rimasto  scritto per intero solo nel suo cuore.
Lucia Garifalos
 
 
Di seguito viene riportato l’articolo di Giuditta Pagnotto sull’evento, pubblicato sulla “Gazzagnola” di gennaio 2018.
Luci ed ombre.
Giorni, mesi, anni… Il tempo passa e non ce ne rediamo conto. Persone che entrano nella nostra vita, persone che restano, persone che vanno via. La magia del tempo trascorso e di tutti coloro che ogni giorno vivono con noi e accanto a noi, rappresenta la vera essenza di un anno che viene o di un anno che passa, senza dimenticare che la vita non è fatta di frammenti, ma è un vero e proprio viaggio continuo.  Un vero e proprio viaggio è quello raccontato tra le pagine di un giovane ragazzo di Vallo della Lucania che l’11 gennaio 2018 ha presentato, a Cannalonga, il suo libro “Sei mesi all’ombra” presso l’Oratorio di S. Toribio. E’ il primo romanzo autobiografico di Alessio Mautone ed ha già avuto un  enorme successo. L’intento del giovane autore è semplicemente raccontarsi con le sue paure, con le sue mille domande e dubbi e con  tutto il suo amore che trova in ogni angolo di mondo che si è costruito in uno dei periodi più avventurosi della sua vita.
Catapultato in una realtà più grande di lui, per la sua giovane età, fatta di medici, infermieri e qualche chemio, ma che ha saputo far sua, proprio per la sua abilità di cercare il bello anche nell’attesa, nell’attesa di farcela. Nel libro afferma che ha trascorso  molto tempo nella sala di attesa della sua vita. La vita è davvero un’attesa?. Io credo che lo sia per il semplice motivo noi viviamo aspettando, viviamo nell’attesa di una nascita, di una persona, di una speranza o anche, nel gergo giovanile, di “una gioia”! Infatti le persone che lasciano un segno, che entrano nella nostra vita senza chiedere il permesso come afferma Alessio parlando di Margherita, arrivano e senza se e senza ma, con la loro presenza, iniziano ad accompagnarci. Margherita è la Beatrice del nostro che insieme alla sua famiglia ed i suoi amici sarà in grado di comporre un team imbattibile.
Una storia di coraggio, la storia di un  ragazzo che entrando nel bosco della malattia ha deciso di seguire quella luce sottile che riesce sempre a trasparire tra le foglie degli alberi, anche tra quelle dei più alti. Questa luce è il filo conduttore del suo racconto. La sua luce è proprio la sua felicità.
La sua grande, grandissima voglia di essere felice. E lui ha saputo fare della felicità, da buon amante del teatro, la coprotagonista della sua storia. La sua penna ha saputo descriverla come un  sottofondo, come una spalla, una spinta. Tutto parla di felicità e non a caso Alessio ci ha salutato lanciando u n  monito, un appello a ci un grande come Benigni ha dato forma con queste parole che spero vi facciano riflettere proprio come hanno fatto fare a me:  “ C’è la felicità. […] E anche se lei si dimentica di noi, non ci dobbiamo mai dimenticare di lei”.
















Preparativi per il presepe vivente.





   





   





    













Ottobre – Novembre -Dicembre 2017
Corso di chitarra
Al corso, tenuto da Toribio Antonio Cortazzo, hanno partecipato: Donato Errico, Francesco Cortazzo, Daniele Sottolano, Giovanni Battista Torrusio, Mattia Laurito, Antonio Maio.
Toribio Antonio è riuscito ad appassionare i suoi allievi che, pur essendo alla loro prima esperienza musicale, hanno mostrato impegno ed entusiasmo.
A conclusione del corso, a cui seguiranno altri incontri, si è tenuto un concerto nella nostra Chiesa alcuni giorni prima della celebrazione del Santo Natale. Gli applausi dei presenti hanno premiato la valenza dell’insegnamento di Toribio Antonio e la bravura dei partecipanti al corso.
Il successo della serata  può considerarsi  l’inizio di un’esperienza molto positiva per i nostri giovani.
Lucia Garifalos























                                                          Laboratorio di arte e creatività
Dal mese di novembre, il martedì, alcuni membri dell’Oratorio (Paola Cortazzo e Anella Valletta), si incontrano per attività di laboratorio (arte e creatività). La partecipazione è aperta a giovani, adulti e bambini, a tutti coloro che hanno voglia di creare, operare,  o trasmettere la loro arte.
I lavori realizzati saranno destinati  al Mercatino di Santa Lucia e il ricavato andrà per le opere di beneficenza della Parrocchia.
Catechesi sul Vangelo di Marco
Dagli inizi di novembre, settimanalmente, si sono svolti  incontri con don Luigi Rossi durante i quali sono state lette pagine del Vangelo di Marco, il secondo dei quattro Vangeli canonici del Nuovo Testamento, che ci accompagna in questo anno liturgico.
Alla lettura sono seguite riflessioni e analisi su ciò che il testo vuole insegnare; si sono analizzate le singole parole, soprattutto quelle meno comprensibili;  si sono ricercate eventuali connessioni letterarie e storiche e individuato, fra i temi importanti del Vangelo, quello del “Segreto messianico”  (In Marco, infatti, troviamo frequentemente l’ordine impartito da Gesù agli Apostoli di mantenere il segreto riguardo aspetti della sua identità e di particolari azioni).
La catechesi è stata sospesa per le varie attività programmate dalla Parrocchia e dall’Oratorio  in occasione delle festività del Santo Natale.  
                                             Cineforum : film d’animazione “Ratatouille”
Il  film, che ha per protagonista un topolino della campagna francese con il sogno di diventare un vero cuoco,  è stato seguito con molta attenzione e interesse dai bambini della nostra comunità. La trama, di per sé geniale, racconta una storia divertente anche se non mancano alcuni momenti commoventi.   
Alla fine della proiezione i bambini sono stati invitati a fare delle riflessioni sul messaggio etico che il film vuole veicolare. ( Abilità naturali e inclinazione a far bene una certa attività; rifiuto di pregiudizi; fiducia nel prossimo).
 
 
Realizzazione costumi per il Presepe vivente
                Nel mese di dicembre,  in occasione della terza edizione della rappresentazione del Presepe vivente, che si svolge nel centro storico di Cannalonga, i responsabili dell’evento (Antonietta Cortazzo e Lucia Filpo), con la collaborazione di altri componenti l’Oratorio, hanno realizzato i costumi per le varie comparse.
                La rappresentazione si è svolta nella serata del 30 dicembre 2017, con la partecipazione di gran parte della popolazione.
Lucia Garifalos





Laboratorio di sartoria presso Oratorio di San Toribio





















   



      





                    Serata culturale dal titolo “Com’erano ‘i tiempi re prima”
                                                         23 agosto 2017
 
L’evento è stato promosso ed organizzato dai giovani della redazione del giornalino mensile di Cannalonga “La Gazzagnola”, con l’intento di recuperare e valorizzare il patrimonio della cultura popolare, attraverso la testimonianza dei nostri anziani, veri portatori di valori profondi ed intramontabili della  tradizione locale. La serata è stata divisa in tre tematiche, spiegate attraverso le interviste del conduttore dell’evento Nello Amato, autore del  libro “ I cundi re na volta – La grande bellezza di Cannalonga”, da cui sono stati tratti i testi delle canzoni presentate durante la serata.
Tra un argomento e l’altro sono state lette poesie della raccolta: “Ste ccose noste” del prof. Pietro Carbone. Tutti i temi trattati sono stati esplicitati con un racconto, una canzone antica, una storietta.
Tra i membri dell’orchestra paesana che ha allietato la serata, Toribio Antonio Cortazzo  ha suonato con una chitarra battente, come quella che aveva il nonno, Nduniucio Carbone, autore della poesia che ha dato il titolo all’evento. Toribio Antonio, affascinato dalla musica popolare, riesce a suonare tutti gli strumenti della cultura agro – silvo – pastorale di una volta ( Zampogna, ciaramella, chitarra battente, organetto). La prima tematica è stata l’amore. La signora Elgina Cortazzo, accompagnata dalla nipote Rossana Tomeo, ha raccontato in che modo avveniva il corteggiamento e il fidanzamento. Alla fine del racconto abbiamo ascoltato la registrazione della canzone “La strada del bosco”, cantata dalla signora Elgina. A seguire, Luigia Carbone ha letto la poesia “Mme ricia”. La seconda tematica ha riguardato il lavoro. Diversi aneddoti hanno spiegato come si lavorava una volta e quali erano i compiti affidati alle donne. Sono seguite le testimonianze della signora Luigina Laurito e del signor Saverio Troncone. Successivamente è stata cantata la canzone “La mamma di Rosina”, mentre Giuditta Pagnotto ha letto “Tiembo passato spierto”. Si è riprodotta, poi, una registrazione recuperata da Alessandro Palma per ricordare la signora Vincenza Tangredi . Molta commozione ha suscitato la visione di un video con protagoniste le sorelle Cortazzo: Vincenza, moglie del maestro di zampogna Nicola Maria Cortazzo e Teresa, quest’ultima presente in sala. La terza tematica ha riguardato la religione, sempre presente nella vita dei contadini e dei pastori. Il signor Saverio Troncone, suonatore di ciaramella, con alcuni aneddoti, ha raccontato del pellegrinaggio sul Santuario del  Monte Gelbison dove ogni anno, insieme a Nicola Maria Cortazzo, accompagnava i fedeli di Cannalonga. Attualmente, per motivi di età, la tradizione è garantita dal figlio Mario. Infine, Carmela Veneri ha letto la poesia del Prof.  Pietro Carbone “A ggroliata”. Sono seguiti i saluti del Prof. Peppino Palladino e del Parroco Prof. Luigi  Rossi.
Nello Amato ha ringraziato tutti i partecipanti all’evento e quanti hanno permesso la registrazione delle canzoni presentate dal gruppo musicale durante la serata.
                                                                                                                               Lucia Garifalos




  




 



    
   


   



   




                                              Quaderno dell’Oratorio di San Toribio
Inaugurazione
Il 18 Luglio 2017 è stato inaugurato l’Oratorio della nostra Parrocchia, intitolato a San Toribio, protettore di Cannalonga. L’Oratorio, ambiente educativo voluto e inventato da Don Bosco, oltre ad essere  luogo dove fare catechesi, è un punto di riferimento strutturale per dare il via a tante valide iniziative socio-culturali e religiose.  L’impegno di molti ha fatto sì che la struttura, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale, fosse agibile, attrezzata nel modo migliore e a disposizione di tutta la collettività. All’inaugurazione, assieme al  Parroco, prof. Luigi Rossi, a cui noi cannalonghesi  dobbiamo tanto per tutto ciò che fa per la nostra crescita spirituale e culturale, erano presenti il Sindaco di Cannalonga dott. Carmine Laurito, il Presidente  dell’Ente Fiera dott. Domenico Pizzolante, l’editore prof.  Amedeo La Greca che, per l’occasione, ha regalato alla biblioteca dell’Oratorio diversi testi di storia locale.  L’evento, presentato da Clelia Onorati, ha visto la partecipazione entusiastica di una buona parte della comunità. Durante l’inaugurazione è stata presentata la prima attività del nostro Oratorio, curata da Maria Francesca Filpo e Anellina Tomeo, concernente un  viaggio virtuale attraverso le Chiese della Diocesi, in cui sono presenti le icone e le statue della Madonna del Rosario. E’ stata realizzata una presentazione in power point, con l’introduzione storica su dati raccolti dal Prof. Luigi Rossi sulla devozione della Madonna del Rosario in Italia. Sono state proiettate immagini commentate da Luana Aloia e Daniele Sottolano. L’assistenza tecnica – audio è stata  curata da Donatello Gasparro, mentre il sottofondo musicale è stato composto da Toribio Antonio Cortazzo e Pietro Troncone. Le fotografie sono state realizzate da Paola Cortazzo. Alessandra Santomauro ha letto una sua poesia dal titolo: “Il soldato”, risultata prima classificata  nella IV^ edizione del “Premio di poesia Giuseppe De Marco”, organizzato dall’Istituto Alberghiero Angel Keyes di Castelnuovo Cilento. Giuditta Pagnotto ha letto un inno antico, tratto dal libro di don Luigi Rossi: “ Storia di una Comunità, identità di un paese”.
Nel corso della serata è stato illustrato innanzitutto il programma e le possibili attività da svolgere. Saranno trattati temi impegnativi, come la sensibilizzazione sulle dipendenze; saranno organizzate attività ludico-ricreative; cineforum; laboratori di carattere artigianale; attività teatrali; incontri con esperti su varie tematiche per formare i giovani che diventeranno così a loro volta trasmettitori  del messaggio verso i loro coetanei. I vari interventi che si sono succeduti hanno evidenziato la funzione indispensabile e complementare che l’Oratorio esercita accanto a quella della Famiglia, della Scuola e della Chiesa. Ogni giovane per crescere ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di coetanei con cui misurarsi e con cui mettersi alla prova, di adulti da cui prendere spunto. Tutti siamo chiamati a prodigarci con amore e impegno perché i giovani, speriamo molti, possano frequentarlo, perché l’Oratorio possa prosperare accanto alla Parrocchia e alle Istituzioni Scolastiche, perché possa interpretare e curare i bisogni dei nostri ragazzi, essere un laboratorio di proposte che fanno bene alla vita di fede e alla crescita di un giovane, perché possa svolgere intensa attività di aggregazione, di formazione e di prevenzione all’interno della Comunità.
Gli interventi si sono conclusi con l’augurio di buon lavoro e di buon inizio delle attività, formulato da Lucia Garifalos, che ha ringraziato tutti coloro che, convinti della valenza sociale ed educativa, si sono impegnati e in futuro si impegneranno perché l’Oratorio possa diventare spazio e struttura per attrarre, assistere ed educare, aiutando i giovani a prendere coscienza di sé e conoscenza del mondo circostante; a sviluppare le loro capacità, la loro fantasia, i loro talenti; ad affermare, se convinti, le loro idee, la loro volontà. La serata è stata allietata dal suono dell’organetto e della ciaramella da parte di un gruppo di giovani e giovanissimi della nostra comunità (Troncone Mario, Laurito Alessandro, Cortazzo Toribio Antonio, Tangredi  Carlo, Carbone Angelo, Palma Alessandro, Troncone Maurizio, De Vita Modesto, Cortazzo Manuel, Tomeo Toribio, Amato Emilio, Marco Valletta).  I giovanissimi suonatori sono stati preparati con pazienza ed impegno da Cortazzo Toribio Antonio e Laurito Alessandro.
                                                                                                         Lucia Garifalos

INAUGURAZIONE ORATORIO SAN TORIBIO DEL 18 LUGLIO 2017

   




      

          

        

 

   






                                                            


 
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